Report azionario 18-22 maggio 2020: mercati in ripresa

Report azionario 22 maggio
Investimenti

In questo articolo offriamo un sintetico report sull’azionario per ciò che riguarda la settimana appena trascorsa, quella dal 18 al 22 maggio 2020. Analizzeremo le prestazioni degli indici, descriveremo le performance dei singoli settori. Insomma, forniremo una panoramica complessiva, una risorsa per orientarsi in una fase convulsa, partendo dall’elemento che più di ogni altro esprime una valenza strategica: il dato. 

Una panoramica generale

Ancora la scorsa settimana, il mercato azionario era invaso dai segni meno. La causa è da rintracciare nei vari lockdown che, a livello nazionale, era ancora attivi o parzialmente attivi, o erano stati dismessi pochi giorni prima. In buona parte dell’Occidente è stata decretata l’apertura della maggior parte delle attività, seppur con qualche limitazione (vedi distanziamento sociale e uso di dispositivi di protezione). Insomma, l’apertura c’è… E si vede. 

Si vede soprattutto dagli indici MSCI, che offrono una rappresentazione plastica di un paniere molto grande di titoli azionari. A partire dall’MSCI AC World, che sulla settimana appena trascorso fa segnare un buon 2,7%. Rispetto all’inizio dell’anno è però indietro del 10,6%, mentre rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso fa segnare +0,4%. 

Performance simili fa registrare l’MSCI Europe, che rispetto a sette giorni fa guadagna il 3,7% ma fa segnare ancora il 16,7% in meno rispetto al 1° gennaio 2020. Pesante anche il passivo rispetto a un anno fa (-9,3%).

Buone prestazioni anche per il Brasile, il cui MSCI dopo settimane di crolli fa segnare un ottimo +6,1% rispetto alla settimana scorsa. C’è però molto da recuperare: il confronto rispetto all’inizio dell’anno e a dodici mesi è ancora impietoso: rispettivamente -27,6% e -11,2%.

Tra gli MSCI, a sorpresa a fare peggio di tutti è la China, che comunque già nelle scorse settimane aveva recuperato un po’ di terreno. Rispetto a una settimana fa segnare -2,7%. Notevole il passivo rispetto all’inizio dell’anno (-7,1%) mentre fa segnare una crescita rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso (+6,6%).

Le performance degli indici

Le performance degli indici ricalcano quelle degli MSCI, soprattutto per quanto riguarda l’Europa. Fa bene soprattutto il tedesco DAX, forte di una Germania che nonostante qualche tentennamento post-lockdown sta tenendo botta: i dati parlando di un +5,8% rispetto a sette giorni fa. Rimane pesante il passivo rispetto all’inizio dell’anno (-16,4%) e allo stesso periodo del 2019 (-9,0%).

Discorso simile per l’americano S&P 500, che segna rispettivamente +3,3%, -7,8%, +5,6% (in questo caso si segnala comunque una crescita anno su anno).

Per quanto riguarda l’Italia, i numeri immediati sono gli stessi anche se si segnalano differenze per quanto riguarda il confronto con il passato. Sulla settimana il FTSE MIB guadagna il 3,4%, ma segna ancora un pesantissimo -25,3% sull’inizio dell’anno e un pessimo -13,7% sullo stesso periodo dell’anno scorso.

Le performance dei settori

La situazione dei settori rispecchia il nuovo corso a livello sociale ed economico. A mano a mano che si susseguono le aperture, i settori compromessi dal lockdown rialzano la testa. Sicché la settimana scorsa ha arriso soprattutto all’industria, che segna un +5,3%. Pesantissimo comunque il bilancio rispetto al 1° gennaio 2020 (-18,7%) e allo stesso periodo del 2019 (-10,4%).

Discorso simile per l’energia, che fa +5,0% sulla settimana ma rimane parecchio indietro rispetto all’inizio dell’anno e a dodici mesi fa. Rispettivamente le performance sono del -31,8% e del -31,5%.

A fare peggio è proprio il settore salute, che in realtà semplicemente ristagna. +0,0% rispetto alla settimana scorso. Timido l’aumento rispetto all’inizio dell’anno (+1,1%) più deciso quello rispetto all’anno scorso (+17,2%).

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